Sanremo il “dialetto si deve sentire”

È la kermesse più attesa nelle ultime giornate invernali che precedono il carnevale. Ogni edizione del festival canoro di Sanremo è la finestra musicale che darà il suono alle giornate primaverili ed estive che verranno.
Quest´anno l´edizione del festival di Sanremo si è distinta per alcuni brani rilevanti non solo dal punto di vista musicale, bensì anche per la lingua nella quale sono stati interpretati. Parliamo del testo che ha vinto nella sezione nuove proposte interpretato da Rocco Hunt, giovanissimo rapper made in Sud, il cui titolo non lascia spazio a dubbi di provenienza. Con Nu Juorno Buono Rocco (testo) ha conquistato la giuria sanremese e i cuori degli italiani da nord a sud, compresa qualche inutile frecciatina legata alle sue origini da “terrone“.

Il testo è un canto di orgoglio e di rivincita del popolo di una terra dimenticata e troppo spesso colpita nella sua bellezza e con lei tutta la sua gente. “Il dialetto si deve sentire” canta Rocco e con questa semplice esclamazione marca la caratteristica di un Sanremo in cui anche la canzone di Cristiano De André, figlio d´arte del grande Fabrizio De André, regala spunti in dialetto genovese ripercorrendo il dialetto caro al padre e cantato nella Creuza De Ma.

Nella sua splendida Invisibili, Cristiano non abbandona il dialetto genovese e gli dedica scorci del testo vincitore del premio della critica di questo Sanremo 2014.

“Ch’u s’è pigiòu a beléssa e u nòstru cantu
Pe ripurtane inderée sénsa ciü un sensu
Ma òua che se vedemmu
Dumàn tüttu u cangiàa”.

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