“Fescion” e “blog”: il dialetto 2.0

Da qualche anno si assiste ad un fenomeno sociale molto in voga tra i “social addicted” ossia al fenomeno fashion blog. Nati con l´intento di dare sfogo alla passione per la moda e al piacere di presentarsi al mondo del web in foto molto “in”, i blog parlano ai lettori nell´era 2.0 ma vanno anche oltre: sono un vero e proprio fenomeno sociale e, aggiungerei, linguistico. In particolare assistiamo a una manipolazione della lingua standard ricca di anglicismi e al piegamento forzato di questa alla lingua vernacolare. Soprattutto nel mondo dei fashion blog, non mancano storpiature volute del termine il quale, per descrivere il fenomeno nell´aerea campana, si é trasformato in “fescion blog“. La storpiatura nasce dall´esigenza di marchiare un trend preciso ossia quello dei molti scrittori di blog, tutti provenienti dalla ragione Campania, che non esula un pizzico di ironia. Così alla storpiatura di fashion si aggiunge una componente tutta campana a livello linguistico che marca un fenomeno che distingue proprio quella parte di Italia. Nell´era del 2.0 a delineare distinti aspetti linguistici non sono solo le parole straniere ma anche le deformazioni di quest’ultime secondo i canoni della lingua vernacolare. Questo aspetto linguistico mostra ancora una volta, quanto i dialetti siano pregni di vitalità e di quanto certi aspetti sociali ed antropologici passino anche attraverso le venature della lingua parlata e ne testimonino la loro salda attività tra i parlanti che ne fanno uso. Va notato, d´altronde, come la lingua vernacolare viene usata nei contesti ad uso della lingua scritta, ossia con intenti ironici e per conferire tratti goliardici a testi ed argomenti altrimenti troppo seriosi.

Questa voce è stata pubblicata in MetropolItalia. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *