Supplemento al dizionario di italiano: guida alle parole dei gesti

Gli italiani sono da sempre riconosciuti per il loro modo tutto solare di parlare che implica anche il movimento del corpo, la gestualità. Quest´ultima, lungi dall´essere un particolare quasi folkloristico degli italiani, è un vero e proprio canale di espressione. Capita sovente che se un italiano tace per comunicare un moto interiore o un pensiero, si rifaccia al gesto del corpo o anche a quello del volto. Ed è il caso di dire che il silenzio vale più di mille parole, soprattutto se il linguaggio da ascoltare è quello criptico degli italiani alle prese con la gestualità (vedi gesti italiani video). Sarebbe utile a tal proposito un vero e proprio supplemento al dizionario di italiano, uno strumento che renda chiaro perché un italiano si strofina un orecchio o perché quella mano si muove su e giù.

Il primo testo scritto sulla lingua non verbale del corpo risale al 1832 e porta la firma del Canonico Andrea de Jorio, il quale redasse un volumetto di ben 380 pagine contenenti 19 illustrazioni. Il volume fu pubblicato non a caso a Napoli e porta una dedica a “Sua altezza reale Federico Guglielmo”.

Giá gli antichi romani alzavano la mano tesa a mo’ di saluto, come dimostrazione di pace e mancanza di armi. Il pollice in su e il pollice in giú erano gesti con i quali si usava salvare oppure mandare a morte i combattenti. Gesto piú moderno e tipicamente napoletano è invece quello della mano che, unendo le estremitá della cinque dita forma un cono che se scosso significa: What do you expect? Que veux-tu? Was willst du? Insomma “che ´bbuo?” .

Altro gesto tipicamente italiano, anche per i risvolti culturali che rievoca, è quello della mano che forma le corna e che rivolta verso il basso, è solitamente accompagnata da energici scrolloni. Le “corna” (vedi video corna) sono un classico gesto di scongiuro, da fare in maniera evidente o nascondendosi, e aiuta a scacciare un probabile pericolo negativo, richiamato o dal protagonista del gesto o da altri.

Chiaro gesto di Zufriedenheit, contentezza, è segnalato dallo sfregarsi delle mani, gesto che di solito è accompagnato da una mimica facciale caratterizzata da un sorriso di compiacenza e soddisfazione.

Ad intenditore poche parole ed è così se per descrivere una persona basta avvicinarsi il pollice alla guancia in un movimento che va dall´orecchio alla bocca. E con questo il gesticolante sta definendo una persona come un “dritto”, come tipo umano che “sa il fatto suo” e per questo difficile da ingannare.

Ci riporta nella Sicilia stereotipata e ferma nell´immagine di patria della mafia il gesto di chi, alzando le mani al cielo e facendo spallucce vuole intendere: “io, niente sacciu”: Ich weiss von nichts, it´s nothing to do with me, je ne sais rien. Quando i gesti la dicono lunga…

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