Archivi del mese: gennaio 2014

Il gioco serio della musica

toys

…A Toys Orchestra: nati nella cultura del sud, quella del Cilento, cresciuti a suon di italiano a scuola ma parlanti del dialetto del posto sulla strada, cantano però in inglese, perfettamente. La differenza tra i cantautori italiani e i …A Toys Orchestra sta nella tripartizione linguistica che li caratterizza. Enzo Moretto, uno dei frontman del gruppo di Agropoli, ha una forte cadenza dialettale eppure, come parlante modello della lingua standard, usa la lingua inglese in modo del tutto particolare. Non è un fatto straordinario, eppure neanche così scontato. La realtà italiana è infatti così protetta dai suoi innumerevoli dialetti che l´utilizzo della lingua inglese è uno scoglio contro il quale gli italiani si scontrano già nei primi anni di scuola. Il caso del gruppo …A Toys Orchestra è eccezionale per l´utilizzo della lingua straniera nella musica da parte di parlanti della lingua standard influenzati dalla forza dialettale, che sempre influisce sulla mente e sulla lingua dei musicisti dei Toys.
L´inglese, spiega Enzo Moretto, è la lingua che ha imparato “scimmiottando” cover di artisti americani dai quali è stato affascinato, come i Nirvana. La pronuncia, invece, è stato il passaggio forzato e naturale che lo ha portato dalla dimensione ludica, a quella più seria e professionale della lingua inglese per potersi imporre su un pubblico più vasto. È interessante notare come Moretto sottolinei la provenienza regionale come prerogativa limitante, laddove il lavoro vuole avere una mole internazionale o comunque globalmente riconosciuto. “Essere del sud” significa partire con uno slancio in meno se si vuole sfondare oltralpe, e in qualche modo nel nostro inconscio “essere del sud” determina la posizione di parlanti di una lingua standard ma anche del dialetto, valore aggiunto ma anche discriminante in relazione a un contesto più ampio. Fatta eccezione per le melodie cantate in lingua vernacolare, cantare in inglese per gente del sud è il passo verso il riconoscimento di una cultura che può essere anche superamento di cliché linguistici. Enzo Moretto offre una bellissima definizione del gruppo di parlanti del sud, li definisce “italo europei” e non si sente a disagio a cantare in inglese perché è per lui un diritto. Volere cantare, dunque, in lingua inglese è un diritto perché questa lingua è la lingua di tutti e per questo è anche la lingua di quel sud radicato nel suo dialetto. La credibilità della lingua dei Toys, l´inglese, passa anche attraverso la correzione dei testi da parte di madrelingua, ai quali Enzo si rivolge.
Il metodo di scrittura dei testi è anche molto caratteristico: i testi nascono subito in lingua inglese, senza alcuna trasposizione di concetti e pensieri dalla lingua madre alla lingua acquisita. La scelta dell´inglese, come spiega Enzo, è naturale perché è più semplice utilizzare i termini di questa lingua, anche per il suono che essi rievocano. Il suono delle parole in inglese procedono alla stesura libera del testo, cosa che potrebbe scadere facilmente in banalità se fatto utilizzando la lingua italiana.

You can´t stop me now è un testo emblematico: dal ritmo delle parole, spiega Enzo, è nato il concetto della canzone. Questa soluzione di ritmo e semplicità delle parole offerta dall´inglese è però a ben vedere anche una qualità del dialetto. «Il dialetto riesce ad avere lo stesso flusso che ha l´inglese, troncando ed incollando parole e frasi» spiega Enzo, ammettendo che il dialetto ha lo stesso effetto onomatopeico dell´inglese.

Altro caso emblematico è quello della canzone Asteroid, ove la ripetizione della frase “I am waiting for an Astoroid” in italiano susciterebbe un risultato disastroso, “sto aspettando un asteroide”… mediante questo esempio Moretto sottolinea la semplicità valorizzante della lingua inglese, laddove la stessa frase tradotta in italiano, si tramuterebbe in semplicità banalizzante.
Resta però l´origine della terra che si “parla”, così se Enzo canta in inglese, d´altra canto si arrabbia in dialetto!

E poi di nuovo il dialetto lingua dell´ispirazione originaria per Enzo: aveva appena dieci anni quando ha potuto assistere a un´opera teatrale in lingua napoletana. La gatta cenerentola, spiega Enzo, ha influito prima dei Nirvana e dei Pixies, ne sottolinea la straordinaria attualità della soluzione dei suoni prodotti dalle voci e dal tamburo (tammorra). Oggi si descriverebbe quel suono come mix di elettronica e industrial, ed è proprio quel suono della tradizione napoletana a fare da base immaginaria alle strutture di note e parole internazionali. Dal particolare al generale, così sta la storia della lingua e della cultura dialettale in profondo connubio con la storia, nuova, internazionale.

Pubblicato in MetropolItalia | Lascia un commento